Vita di cazzeggiatore

Sono nato alle 7.30 mio malgrado di una radiosa domenica mattina. Non mi reggevo neppure in piedi. Probabilmente per effetti secondari dell'alcool della sera prima.
La mia memoria ha poi una clamorosa lacuna per quanto riguarda i cinque anni successivi, salvo per alcuni vaghi fotogrammi con schiuma e paperelle.

Ho frequanto le elementari alla Salvo d'Acquisto, scuola che fu poi chiusa un anno dopo la mia dipartita quando fu scoperto che tenere dei bambini sotto di un soffitto in eternit non era una bella cosa.
Durante questi primi anni, le mie pulsioni sessuali si manifestano con un morboso attaccamento al pallone. Freud avrebbe trovato in Nutella e merendine un ovvio prolungamento della mia fase orale.

Vengono poi le medie inferiori ed il devastante ingresso nella mia vita del gentil sesso, cosa che si manifesta poco in pubblico perche' imbranataggine e timori divini mi portano a considerare il parlare a una ragazza alla stregua di un abuso sessuale.
Le superiori al mitico scientifico F. Vercelli mi regalano ghignate galattiche, rapporti sociali in quantita' ed un pugno di maturita'. Durante questi anni, forte sento crescere in me l'amore per il cazzeggio in ogni sua sublime espressione.

Ora che frequento il Politecnico di Torino, e resisto all'n-simo anno di ingegneria civile, ho eletto questo ideale a filosofia di vita ed insieme ad un manipolo di coraggiosi ne studio l'arte e ne applico i dogmi.


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