100 cose (o quasi) per cui (per me) vale la pena vivere:

la pizza 4formaggi,
la doccia,
Massimo Zanardi,
giocare a Quake con quelli di At-link,
l'amore,
i film di Nanni Moretti,
dormire fino a tardi,
l'uomo dell'etichetta,
la stop-volley,
le stelle,
stirarsi,
i libri di De Carlo,
le partite ai giardini,
le curve in moto,
la Roma,
il sesso,
veder Morfeo che contrasta Ruella,
fare il morto a galla al mare,
scrivere racconti inutili,
sentire Briatore devastato,
i commenti della Gialappa's,
la Miele di Milo Manara,
l'ozio di Bukowski,
Chandler e gli altri di Friends,
il marmo freddo sotto i piedi nudi,
fare le caricature di Marro,
i concerti di Fossati,
salire sul tavolo in giardino, nel vento, prima di un temporale estivo,
"Provaci ancora Sam" di Woody Allen,
il mio cincilla' Cecilia,
un qualsiasi album del DeGre,
guidare con la luna piena a fari spenti,
sentir Camillo che dice "traghettando..."
e guardare Elena svenire,
il Decalogo di Kieslowski,
la crema spalmabile del commercio equo,
i coin-up,
"Bar Sport" di Benni,
distruggere Punti a Sensible Soccer,
i fumetti,
gli spettacoli di Grillo,
le partite viste con gli amici,
i pezzi di BRIZZI,
la saga di Monkey Island,
il sito www.suze.com,
il gelato al tiramisu',
i tiri di Burroni,
la Sprayliz di Enoch,
l'idea della pace nel mondo,
la famiglia Malaussene di Pennac,
la musica-ludica di Daniele Silvestri,
l'americano Cocchi e stuzzichini,
Daniele Luttazzi,
il volontariato,
Nicola e Sandro che sparano stronzate a raffica,
le foto in bianco e nero,
gli articoli di Gianni Clerici,
il solitario dello PSION,
la pasta da Zanella,
camminare sulle mani,
ogni frase di Gramellini,
le candele colate,
i cane-Bau,
il Ruggito del coniglio,
infilarmi distrutto dentro lenzuola fresche di bucato,
Winning Eleven,
Bubu e la tramoggia,

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